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MILANO, 1 novembre 2008 - “Questo è il mio Milan”. Un riconoscimento perentorio per chi ancora fosse alla ricerca del test di paternità. Carlo Ancelotti sgombra il campo da ogni accostamento tra Milan attuale a quello roccioso allenato negli anni ‘90 da Fabio Capello e alza lo sguardo verso i suoi obiettivi: arrivare al livello toccato nel 2004, l’anno dell’ultimo scudetto del Diavolo. “Io penso alla vetta perché per noi è un obiettivo stimolante, visto che non la occupiamo da diverso tempo”. “Dobbiamo migliorare, non abbiamo ancora la continuità di quella squadra - riconosce il tecnico di Reggiolo - da questo punto di vista, non siamo ancora una squadra compiuta”. Nella colonna delle note positive però annota subito un miglioramento : “Abbiamo dimostrato di sapere cosa sono sacrificio, impegno e altruismo”. “La mia squadra sa fare gioco, sa gestire il pallone. Ma dopo le prime due sconfitte abbiamo capito che servivano anche altre qualità”, ha spiegato Ancelotti....
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